Storia della supertessile reatina – 2° puntata: Costruzione di fabbrica e strutture

Francesco RinaldiIl Comune di Rieti, nei primi mesi del 1225 autorizza la costruzione dello stabilimento con relativo indotto di abitazioni e servizi: ville per dirigenti, case per dipendenti, convitto maschile e convitto femminile con relative cappelle, un refettorio per 1.000 posti, bagni per 2.5000 operai, 1.000 vani di abitazione, due convitti e lo spaccio aziendale. Era previsto un assorbimento complessivo di 3.000 lavoratori, di cui 1.000 uomini e 2.000 donne. Il 3 giugno del 1226 con il primo reparto già in funzione, il Ministro degli Interni Luigi Federzoni, venuto a Rieti per l’inaugurazione del Monumento ai Caduti, si porta anche presso lo stabilimento della Supertessile per inaugurare il braccio ferroviario Supertessile-Stazione. A tal proposito va specificato che nel 1902, la Sottoprefettura di Rieti aveva già concesso l’autorizzazione alla costruzione di un braccio ferroviario tra la stazione e lo Zuccherificio.

Le fondamenta

Con la costruzione del nuovo opificio, il breve tratto ferroviario viene prolungato fino a raggiungere l’insediamento industriale attraversando Viale Maraini nel tratto che va tra il Circolo Senatoriale Piaggio e l’Ingresso allo Stabilimento. Nel 1929 la fabbrica entra nel pieno ritmo lavorativo e un censimento interno fornisce i seguenti dati: Personale direttivo: 1 – Personale amministrativo: 23 (19 uomini, 4 donne) – Personale tecnico: 38 (37 uomini, 1 donna) – Operai: 2.313 (1227 uomini, 1086 donne) Totali maestranze: 2.375 (1.284 uomini, 1.091 donne).

Costruzione stabilimento

Nel 1932, a seguito di una visita, lo storico reatino Francesco Palmegiani così scrive sulla rivista “Rieti e la Regione Sabina” per le edizioni “Latina Gens”: … prima meraviglia del visitatore: un ampio giardino, belle aiuole, profluvio di piante e fiori, fontane mormoranti popolate di pesci variopinti, fra costruzioni linde e civettuole dall’aria di villini di una stazione climatica ( … ) Altra meraviglia: i visitatori hanno scorto una lunghissima pensilina sotto la quale sono appese biciclette in file sterminate ( … ) “reparti tessili” nei quali impera l’elemento femminile ( … ) ed eccoci in un altro sterminato reparto dove su centinaia di macchine frullano gli “aspi” sorvegliati dalle giovani “aspatrici”…” Dalla canzone LA ‘ISCOSA ERI TU tratta dalla commedia LI GNOMMERI DE ISCOSA: “…Anni ‘Inti costruita. Ottant’anni à laoratu. / Li reatini ll’àu ‘orzuta. La Città c’à guadagnatu…”
Bibliografia: Roberto Lorenzetti – Nicola Ravaioli: STORIA DELL’INDUSTRIA NEL REATINO ed. Ass.ne Industriali della Provincia di Rieti 1995
di Francesco Rinaldi

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