Fatturazione Elettronica. Non sottovalutate le sanzioni

Manca davvero poco all’epocale introduzione dalla fatturazione elettronica. Una novità che cambierà le nostre abitudini, le dinamiche e che ci costringerà a prendere a non poter fare più a meno di un computer nella gestione della nostra attività.

Si moltiplicano gli operatori informatici che prestano il servizio generando tanta confusione ed una eccessiva superficialità nell’applicazione dello strumento. Le sanzioni infatti saranno salatissime e non potremo più comportarci così come eravamo abituati.

Dal 1° gennaio 2019 la fattura elettronica è obbligatoria: 

• tra soggetti passivi IVA residenti o stabiliti in Italia (operazioni B2B) da inviare attraverso il Sistema di Interscambio (c.d. SDI) gestito dall’Agenzia delle Entrate;

• nei confronti dei consumatori finali (operazioni B2C).

Emissione e ricezione della fattura elettronica. La data di emissione è la data documento riportata obbligatoriamente nella fattura, quella che rende l’IVA esigibile. Il Decreto Legge prevede che la fattura deve essere emessa (e spedita via SDI) entro dieci giorni dall’effettuazione dell’operazione determinata ai sensi dell’art. 6 del DPR n. 633/1972. Se data fattura e data esigibilità non corrispondano (ovvero quando la fattura non sia emessa il giorno stesso in cui l’esigibilità si verifica), in fattura andrà specificata la data nella quale il presupposto di esigibilità IVA si è verificato. Inoltre, la registrazione di tutte le fatture emesse (quindi, non solo per le differite) potrà essere effettuata nel registro IVA vendite entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni.

Invece, per il cessionario/committente il diritto alla detrazione può essere esercitato per tutte le fatture ricevute ed annotate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

La Proposta di Legge A.C. 1074 introduce, all’art. 15, un trattamento sanzionatorio più favorevole al contribuente in caso di omessa, errata o tardiva emissione delle fatture elettroniche. Tale trattamento agevolato, consistente in una riduzione delle sanzioni irrogabili, troverà applicazione per il primo periodo di entrata a regime dell’obbligo e cioè per le violazioni commesse sino al 31 dicembre 2019.

La disposizione riduce alla metà del minimo edittale le sanzioni emesse per le violazioni previste dall’art. 1, comma 6, del D.Lgs. n. 127 del 5 agosto 2015. Tale norma prevede in particolare che, in caso di emissione di fattura con modalità diverse da quella elettronica, la stessa si intende come non emessa.

In questo caso trovano applicazione le sanzioni di cui all’art. 6 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, ovvero quelle previste per la violazione degli obblighi relativi alla documentazione, registrazione ed individuazione delle operazioni soggette all’IVA. In sintesi chi viola gli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni imponibili ai fini IVA è punito con la sanzione amministrativa compresa fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio. Alla stessa sanzione, commisurata all’imposta, è soggetto chi indica, nella documentazione o nei registri, una imposta inferiore a quella dovuta. La sanzione è dovuta nella misura da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo. Inoltre, il cessionario o il committente che, nell’esercizio di imprese, arti o professioni, abbia acquistato beni o servizi senza che sia stata emessa fattura nei termini di legge o con emissione di fattura irregolare da parte dell’altro contraente, è punito, salva la responsabilità del cedente o del commissionario, con sanzione amministrativa pari al cento per cento dell’imposta, con un minimo di euro 250, sempreché non provveda a regolarizzare l’operazione nelle modalità previste dalla legge.

L’art. 15 della Proposta di Legge contiene inoltre altre due rilevanti modifiche alla disciplina sanzionatoria. La prima specifica per la disciplina dell’inversione contabile – reverse charge di cui all’art. 17, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 633/1972, disponendo la disapplicazione delle sanzioni previste se l’errata applicazione dell’inversione contabile non abbia comportato un errato o minor versamento dell’imposta da corrispondere secondo le specifiche modalità dell’inversione contabile.

La seconda modifica ha una portata invece generale intervenendo direttamente nel comma 5-bis dell’art. 6 del D.Lgs. n. 472/1997 ed escludendo la punibilità delle violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e che non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo: in via generale quindi le violazioni, che non ostacolano i controlli e non incidono su base imponibile, imposta o versamento, non sono soggette a sanzione tranne che nei casi di omessa dichiarazione con imposta a debito. Rispetto al sistema sanzionatorio ad oggi disegnato con il comma 5-bis, quindi, ferma la clausola di non punibilità per le violazioni che non implicano una variazione di base imponibile, imposta e versamenti, nel caso di omessa dichiarazione con imposta a debito, le violazioni saranno punibili anche se non incidono sui predetti elementi e, in sostanza, sul quantum dovuto.

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