ABZERO-X: Un drone che dona la vita

Veder volare un modellino radiocomandato è sempre stato affascinante, ma negli ultimi tempi questi oggetti volanti sono sempre più frequenti nei nostri cieli, e non solo per scopi ludici. Ormai consolidato è il loro utilizzo per riprese aeree, sia a scopo artistico che di sicurezza e protezione, ma la nuova invenzione di due ingegneri italiani, Andrea Cannas e Giuseppe Tortora, apre nuove frontiere per questi velivoli. Il loro drone ABZERO-X è infatti in grado di trasportare sangue umano ed altri emoderivati da un ospedale all’altro in tempi molto brevi e senza rischi di ingorghi stradali, e di salvare così delle vite umane. L’invenzione è così innovativa da essersi aggiudicata pochi mesi fa i 50.000 euro di premio messi in palio nel contest di AXA Italia dedicato a progetti di innovazione capaci di migliorare la vita delle persone.

L’apparecchio è un drone a sei rotori equipaggiato con una capsula in fibra di carbonio in grado di ospitare fino a 15 sacche di sangue umano, garantendo tutti i requisiti di temperatura e umidità necessari alla loro corretta conservazione. Il volo viene controllato agevolmente attraverso un’apposita app che consente di guidare in tutta sicurezza il velivolo dall’ospedale di partenza a quello di arrivo, sfruttando anche i tre GPS installati al suo interno. Il mezzo ha un’autonomia di oltre un’ora e può viaggiare in ogni condizione metereologica ad una velocità di circa 70km/h, davvero tanto se si pensa che, viaggiando in linea d’aria, un viaggio di un’ora tra i semafori ed il traffico di una grande città può ridursi a dieci minuti di volo.

Dopo diversi voli sperimentali in aree disabitate, lo scorso ottobre ABZERO-X ha compiuto il suo promo vero volo sperimentale e l’esperienza è stata un successo salutato con un applauso all’atterraggio del velivolo nel punto prestabilito. La sperimentazione ha coinvolto gli ospedali di Pontedera, Pisa, Portoferraio e Volterra, i cui medici hanno dovuto verificare che il sangue arrivato a destinazione fosse integro e non avesse subito alterazioni a causa di sbalzi di temperatura o altri effetti del volo.

“I risultati raccolti saranno poi presentati al prossimo congresso della Società italiana di immunoematologia per avere un via libera ufficiale – chiarisce Fabrizio Niglio, direttore del centro trasfusionale dell’ospedale di Pontedera ai microfoni di Rai News – E stiamo anche costituendo un Comitato scientifico per l’uso dei droni in emergenza.  Quello del trasporto del sangue con i droni è un sistema che non ha limiti ma deve essere validato e certificato a livello nazionale. Immaginiamo cosa possono fare questi droni in situazioni come un terremoto dove ci sono malati isolati in zone impervie dove solo un drone può arrivare in tempi brevi e portare farmaci salvavita”.

di Maurizio J. Bruno

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